Bruno Valentinetti, chi è il restauratore finito al centro delle polemiche per l’angelo simile a Giorgia Meloni: ecco la sua storia.
Bruno Valentinetti è diventato noto al grande pubblico a fine gennaio 2026, per aver eseguito un intervento di ridipintura su un angelo nella Basilica di San Lorenzo in Lucina (Roma), nella cappella dedicata ad Umberto II di Savoia: il volto dell’angelo ha attirato attenzione mediatica per il suo volto molto somigliante a Giorgia Meloni. Ecco chi è il restauratore.
Biografia e carriera di Bruno Valentinetti
Nato nel maggio 1943, Bruno Valentinetti ha costruito una lunga carriera come artigiano, decoratore, restauratore. L’ex studente del Liceo Classico Augusto a Roma – dove già da ragazzo mostrava attitudine al disegno, disegnando alla lavagna – si è formato come restauratore e decoratore da autodidatta, senza percorsi accademici formali o apprendistato tradizionale in bottega.
Un dato che si può presumere dal fatto che non risulta iscritto ad albi professionali di restauratori dei beni culturali (come spesso richiesto per interventi su beni vincolati). Inoltre, i suoi lavori sono spesso descritti come volontari, oppure eseguiti su commissione diretta di parroci/committenti privati.
Ha lavorato per diversi decenni nel campo della decorazione pittorica, del restauro di affreschi e decorazioni murali, spesso in contesti ecclesiastici, ma non solo. Tra le committenze più note citate nelle sue interviste, sono emersi interventi nella Basilica di San Lorenzo in Lucina intorno al 2000 (Giubileo), inclusa la cappella Savoia con motivi floreali e angelici (l’opera restaurata nel 2025 è attribuita a lui, a cui ha lavorato 25 anni prima).
Il maestro ha eseguito il restauro della villa di Silvio Berlusconi a Macherio (acquistata da Berlusconi nel 1988). Il restauratore ha raccontato di aver ricevuto l’incarico dopo un “sogno premonitore” di un frate. Inoltre, ha contributo a lavori nel Palazzo Raghadan in Giordania.
Ma ha anche rivelato di aver preso parte ad interventi nella Cappella Sistina, in occasione di restauri. Bruno Valentinetti ha eseguito nel corso della sua attività altri lavori in chiese romane e contesti privati.
Dopo la pensione, è stato ospitato nella parrocchia di San Lorenzo in Lucina dal parroco mons. Daniele Micheletti, offrendo in cambio servizi di sacrestano volontario (pulizie, apertura/chiusura, piccole manutenzioni) ed interventi decorativi. Non si conoscono dettagli sul suo stato civile e sulla sua sfera familiare.
Il restauro dell’angelo somigliante a Giorgia Meloni
Bruno Valentinetti è diventato noto al grande pubblico a fine gennaio 2026, per via di un suo intervento di restauro su un cherubino proprio nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, nella cappella dedicata a Umberto II di Savoia: il volto dell’angelo appare molto somigliante a quello di Giorgia Meloni. Questo retroscena ha scatenando un caso mediatico a livello nazionale.
Il suo intervento pittorico – con cui ha restaurato (o, secondo alcuni, ridisegnato) un affresco nella cosiddetta “cappella Savoia”) – ha interessato in particolare uno degli angeli che affiancano il busto del re. Un intervento firmato con l’inscrizione latina: “Instauratum et exornatum Bruno Valentinetti AD MMXXV”.
La somiglianza con la Presidente del Consiglio, ha suscitato polemiche ed ironie, compresa la battuta della stessa Meloni: “No, decisamente non somiglio a un angelo”. Ci sono state anche le verifiche da parte della Soprintendenza e del Vicariato.
Valentinetti ha sempre negato di essersi ispirato alla premier, sostenendo di aver semplicemente ricalcato e restaurato fedelmente ciò che esisteva già 25 anni prima (intorno al Giubileo del 2000), e che “ognuno vede ciò che vuole”. Inoltre, ha aggiunto: “Non mi sono ispirato a viventi, sono tutti morti”.
Dove vive?
Dovrebbe vivere da solo a Roma, nel quartiere Appio (via Gela), da quanto emerso nel gennaio 2026.
Curiosità su Bruno Valentinetti
– Chi ha insinuato una militanza politica di Destra, ha ricostruito le sue simpatie. Così è emerso che ha militato in gioventù nell’MSI (dai tempi di Almirante), poi simpatizzante DC (stimava Andreotti). Il restauratore ha ammesso di non votare più da anni e di essere disilluso, sottolineando che “la pensione non aumenta comunque”.
– In varie interviste, Valentinetti ha anche ironizzato paragonandosi a Raffaello, per via del loro stile caratterizzato dalla presenza di “scherzi nei dipinti”.
– Il parroco, mons. Daniele Micheletti, ha ammesso la somiglianza del cherubino con la Meloni, ma ha detto che se crea scandalo si può modificare. Si tratta, comunque, di un intervento che non risulterebbe far parte di un restauro autorizzato da parte degli enti di tutela.
– Qualcuno ha notato che l’altro angelo della stessa decorazione sembrerebbe assomigliare a Giuseppe Conte, ma anche qui Valentinetti ha negato, rifugiandosi nell’ironia.